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Il
Consorzio tra i Comuni di Albano, Ariccia, Castel Gandolfo, Frascati, Nemi,
Genzano, Grottaferrata, Lanuvio, Lariano, Marino, Montecompatri, Monteporzio
C., Rocca di Papa, Rocca Priora, Velletri, Comunità Montana XI, Provincia di
Roma, segna i confini del parco dei castelli romani.
I castelli romani oltre che una area ambientale
che analizzeremo sono un pezzo di storia e di cultura romana, dai comuni di
Ariccia, Castel Gandolfo, Frascati, Velletri, storie e tradizioni che hanno
reso unico questo angolo fuori porta. da punto di vista faunistico, come
tutte le aree densamente popolate, anche il parco ha risentito fortemente dell'eccessiva pressione
venatoria dei decenni appena trascorsi e delle trasformazioni ambientali operate dall'uomo,
fortunatamente oggi qualcosa sta cambiando. Tra i mammiferi sono segnalati
l'istrice, il tasso, lo scoiattolo, il moscardino e l'arvicola di Savi. Gli
uccelli rapaci comprendono la poiana, lo smeriglio e lo sparviero. Numerosi
i rapaci notturni così come le specie acquatiche che frequentano le sponde
dei laghi; tra queste ultime il germano reale, l'airone cenerino, il
fischione, la folaga, la marzaiola, il tuffetto e lo svasso maggiore. Tra
gli uccelli silvani il picchio verde, il picchio rosso maggiore, l'upupa e
le cince.
L'ambiente, porta i segni del susseguirsi di diverse fasi
di attività di antichi vulcani iniziata attorno a 700.000 anni fa. Il fertile suolo vulcanico diede origine, unitamente ad un clima alquanto
umido, a grandi foreste di faggio che sino al XVIII secolo coprivano,
assieme a boschi misti e cerrete, gran parte del rilievo. Oggi permangono, a
testimonianza delle foreste originarie in gran parte sostituite da
castagneti, elementi arborei o arbustivi sparsi tra i castagni. Tra essi
l'agrifoglio, la dafne laureola, il tiglio, il nocciolo, l'acero campestre,
il carpino nero, la vitalba, nonché un popolamento di faggio presso Monte
Cavo. Nei versanti meridionali sono presenti specie di clima più caldo e
asciutto come la roverella ed il leccio. |